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04/05/2016, 12:38



ANGIOMA-EPATICO


 E’ un tumore delle cellule endoteliali che rivestono internamente i vasi sanguigni.



 L’angioma epatico è uno tra i più comuni "incidentalomi" che si possono scoprire durante l’esecuzione di un esame ecotomografico effettuato per svariate altre indicazioni diagnostiche.L’angioma epatico è la lesione benigna del fegato più frequente ed ha una prevalenza generale nella popolazione che varia tra il 5 ed il 20 % La sua incidenza è maggiore nel sesso femminile con un’età media compresa in generale tra i 40 ed i 50 anni.
E’ un tumore delle cellule endoteliali che rivestono internamente i vasi sanguigni. Può essere "capillare" e "cavernoso".A volte gli emangioma possono anche essere il segno di altre patologie molto serie ma il più spesso rare.E’ per queste motivazioni che è estremamente importante il loro riconoscimento. La metodica U.S. è sicuramente tra gli esami di II livello diagnostico la più sensibile ed affidabile ed in mani esperte (metodica "operatore-dipendente") può facilmente svelare queste lesioni che in alcuni casi particolari vanno sempre differenziate da altre che mostrano aspetto ecografico similare; nei casi dubbi si potrà sempre ricorrere a metodiche di II livello diagnostico come TC con mdc- RM-SPECT. 

Nei casi di piccole formazioni angiomatose la lesione va sempre monitorata (Follow-up) ciclicamente in accordo con lo specialista curante utilizzando l’approccio ecografico che consente uno studio accurato e preciso, ripetibile nel tempo, senza danno biologico affidando però l’esecuzione dell’esame stesso ad operatore esperto nella metodica e che utilizzi apparecchiature ecografiche di ultima generazione come quelle del nostro centro Radeco.
12/04/2016, 13:02



IL-LINFONODO-SENTINELLA-E’-POSITIVO?--NO-ALLO-SVUOTAMENTO-ASCELLARE---


 Da circa 20 anni la biopsia del linfonodo sentinella permette di evitare la linfoadenectomia (o svuotamento ascellare) in un numero elevato di donne, costituendo un enorme passo in avanti per migliorare la qualità di vita delle pazienti che risultino



Da circa 20 anni la biopsia del linfonodo sentinella permette di evitare la linfoadenectomia (o svuotamento ascellare) in un numero elevato di donne, costituendo un enorme passo in avanti per migliorare la qualità di vita delle pazienti che risultino negative all’esame. 

Ora un importante studio scientifico americano sostenuto anche dall’ASCO (American Society of Clinical Oncology) va a spostare tali paradigmi ormai radicati nella comunità chirurgica: è stato dimostrato che anche quando il linfonodo sentinella presenta un coinvolgimento metastatico limitato non vi è alcun vantaggio in termini di guaribilità nell’eseguire lo svuotamento ascellare.

Il Dr. Gentilini, Direttore del U.O. di Chirurgia della Mammella del S. Raffaele di Milano, è tra i primi al mondo ad abbracciare questo approccio profondamente innovativo non ancora pienamente recepito in particolare in Italia.
Anche laddove il linfonodo sentinella sia positivo, nelle donne con neoplasia di piccole dimensioni e senza un coinvolgimento linfonodale clinico o radiologico, è possibile eseguire un intervento limitato ed omettere lo svuotamento ascellare mantenendo inalterata la guaribilità.

In questo modo si evitano complicanze come sieroma, alterazioni della sensibilità, lesioni nervose e linfedema (braccio grosso), a favore di una rapida ripresa della mobilità dell’arto superiore e dell’attività quotidiana e lavorativa. 

La nuova policy consente anche un notevole risparmio in termini di tempo e risorse umane grazie al fatto che l’intervento viene eseguito in regime di Day Surgery, con una durata di 45-60 minuti e con la possibilità di essere dimessi dall’ospedale lo stesso giorno dell’intervento.

Tutto questo senza compromettere le possibilità di guarigione, ma offrendo il minimo trattamento efficace anzichè il massimo trattamento tollerabile.

04/04/2016, 12:34



--Il-Radiologo-Senologo


 Il radiologo-senologo ha un ruolo centrale e decisivo nella diagnosi precoce del cancro della mammella: la mammografia è, a tutt’oggi, il test più sensibile nel rilevare lesioni mammarie non palpabili.



                            

Il radiologo-senologo ha un ruolo centrale e decisivo nella diagnosi precoce del cancro della mammella: la mammografia è, a tutt’oggi, il test più sensibile nel rilevare lesioni mammarie non palpabili. 


Il tumore alla mammella rappresenta, per le donne italiane, la prima causa di morte. Secondo i dati ISTAT, ha causato 11.916 decessi nell’anno 2007, divenendo la principale causa di mortalità oncologica con il 16,9% di tutti i decessi per cancro occorsi tra le donne italiane. 

I dati Airtum (Associazione Italiana Registro Tumori) indicano come il tumore della mammella sia la principale causa di morte oncologica in ogni fascia d’età rappresentando tra le donne di età inferiore a 45 anni, il 28,3% della mortalità oncologica, tra quelle con età compresa tra 45 e 64 anni il 26,1% e il 14,3% tra le donne >65 anni. I tassi di mortalità età-specifici mostrano una crescita graduale al crescere dell’età.Il rischio cumulativo di morire per tumore della mammella nel corso della vita è stato quantificato nel 3% ovvero ci possiamo attendere un decesso per tumore della mammella nel corso delle vite teoriche di 33 donne.

La prevenzione oncologica rappresenta l’obiettivo primario e determinante da raggiungere e mantenere nel tempo,individuando le neoplasie mammarie, in fase asintomatica ed infra-clinica. 
In riferimento alle linee di indirizzo sulle modalità organizzative ed assistenziali delle rete dei centri di senologia,documento elaborato dal Ministero della Salute Italiano nel Giugno dell’anno 2014, Ruolo determinante nel Gruppo degli Specialisti che si occupano delle donne è rappresentato dal " Radiologo Dedicato alla disciplina senologica", in quanto oltre alla visita senologica, utilizza i mezzi diagnostici di 1° livello ( mammografia ed ecografia mammaria bilaterale) ,essenziali per i periodici controlli routinari, di 2° livello (proiezioni mammografie integrative-tomosintesi-prelievi citologici-microistologici-) di 3° livello ( mammografia con mezzo di contrasto-risonanza magnetica con mezzo di contrasto) per raggiungere , in tempi brevi, la diagnosi più corretta, liberare la donna dalle ansie e dall’incertezza e prescrivere,ove necessiti, un trattamento farmacologico. 

Lo Specialista "Radiologo Senologo", in definitiva, rappresenta, a livello Nazionale ed Europeo, il primo interlocutore a cui afferisce la donna, di qualsiasi fascia d’età, per i controlli di prevenzione oncologica mammaria, con cui si instaura un rapporto di stima e di collaborazione durante le fasi della vita. 


Tutto ciò nell’intento di combattere una malattia che minaccia drammaticamente la vita delle donne.

Donne che si potrebbero salvare solo se il cancro venisse diagnosticato per tempo. Una diagnosi precoce meglio ancora se in fase preclinica non solo salverebbe la loro vita ma ne risparmierebbe anche la mammella da interventi mutilanti. Aspetto quest’ultimo di grande significato considerato il ruolo straordinario che riveste il seno nella vita di una donna.



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