logo
Centro di Radiologia
Diagnostica Speciale
Ecografia Mammografia
barra-navigazione2
Questa settimana parliamo di...
Archivio approfondimenti
25/10/2018, 10:55



La-Mal-Nutrizione


 



La "Mal-Nutrizione" è il tema del Convegno primaverile organizzato dalla Associazione Cenestesi onlus di Catania che vede coinvolta l’Università degli studi di Catania ed è patrocinata dall’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Catania, dalla ASP 3 di Catania e dalla SINPE (Società Italiana di Nutrizione e del Metabolismo; member of ESPEN Eur.Soc. Parenteral Enteral Nutrition).  Esperti relatori ricercatori nel campo specifico e moderatori locali, regionali e nazionali dimostreranno che i una apparentemente evoluta società del "benessere" la "Mal -Nutrizione" in eccesso o in difetto è sempre più presente e paradossalmente sottovalutata, misconosciuta o ignorata. La prima sessione del Corso è dedicata all’obesità con particolare attenzione alla obesità infantile e dell’età adulta, nonché al corretto approccio multidisciplinare a tale patologia. "Che il cibo sia la tua medicina e la medicina il tuo cibo" recitava Ippocrate quasi 2500 anni addietro. Oggi, più che mai questo assioma è attuale e profetico . Le recenti scoperte sulla flora batterica intestinale quale assoluto garante del nostro stato di salute hanno aperto uno scenario straordinariamente nuovo nella conoscenza dei batteri che ospitiamo, o , a dir meglio, che ci ospitano. La seconda sessione della giornata affronta le attuali problematiche delle malattie correlate ad una alterazione della flora batterica (Gut microbiota) che vive nell’intestino costituita da decine di trilioni di microrganismi, tra cui almeno 1000 specie differenti di batteri noti con più di 3 milioni di geni (150 volte più dei geni umani). Un terzo del microbiota intestinale è comune alla maggior parte delle persone, mentre due terzi sono specifiche. In altre parole, il microbiota di ogni intestino è una carta d’identità individuale. Alcune delle funzioni vitali sono legate alla digestione ed assimilazione dei cibi, alla produzione di vitamine (B e K), al mantenimento dell’integrità morfo funzionale della mucosa intestinale ed alla modulazione del sistema immunitario. Un microbiota intestinale sano è quindi fondamentale per garantire non solo un buon funzionamento digestivo, ma una "cenestesi" ottimale di tutto l’ospite. La scoperta di una stretta correlazione tra primo e secondo cervello (il tratto gastroenterico) ha attualmente la porta a rivoluzionari approcci alla terapia di molte patologie apparentemente non correlate al tratto gastroenterico. L’asse intestinale-cervello (GBA:Gut Brain Axis) è costituito da una comunicazione bidirezionale tra il sistema nervoso centrale ed il sistema enterico, collegando centri emotivi e cognitivi del cervello con funzioni intestinali periferiche assorbitive dei nutrienti ma anche neuromentali.  Funzioni tanto rilevanti che (uno dei relatori, il Prof. Rinzivillo) suggerisce il termine "BEEE Barriera Entero-Emato-Encefalica"(per significare lo speciale e marcato riferimento ai danni concausali ’evidence-based’ da disbiois+sindrome da intestino micropreforato nei riguardi di funzio ni e connesse gravi e diffuse patologie mentali e nervose, IN OGNI ETA’ (disattenzione/iperattività, aggravamento PCI e dei deficit cognitivi appprendimento; ansia/depressione, nevrosi e psicosi sino alla schizofrenia; sclerosi, a placche e non, nevralgie-causalgie croniche, Parkinsonismi, metalli pesanti,apteni autoimmunitari e tossioidi intracerebrali, ecc. I recenti progressi nella ricerca hanno descritto l’importanza del microbiota intestinale nell’influenza di queste . Questa interazione sembra essere bidirezionale da intestino+microbioma (=olobioma) al cervello e viceversa con collegamenti PNEI-A psiconeuroimmmunoendocrini+tessuto Adiposo e relativi meccanismi, recettoriali e non (re-omeostasi metaboliche, ormesi, biomolecole epigenetiche e/o di modulazione/segnale). In questa sessione del corso si riassumeranno le prove disponibili che supportano l’esistenza di queste interazioni, nonché i possibili meccanismi fisiopatologici coinvolti.  La sessione pomeridiana del Corso verterà sulla malnutrizione calorico-proteica ed il suo trattamento. Il convegno si propone di portare all’attenzione di medici, biologi, nutrizionisti, oncologi e di tutti gli operatori sanitari coinvolti con "la presa in carico" del paziente malnutrito ,sia di età pediatrica che senile, sia oncologico, l’importanza di una corretta nutrizione. Le molteplici informazioni, spesso non corrette e non basate su "evidence based medicine" troppo spesso compromettono il già precario equilibrio di questi pazienti che richiederebbe, invece, una visione olistica che deve coinvolgere anche una nutrizione corretta, per evitare ulteriori compromissioni della salute del paziente. Gli esperti coinvolti in questo progetto come relatori presenteranno relazioni con dati basati sulle evidenze scientifiche sottolineando l’importanza di un corretto ed adeguato approccio nutrizionale nel migliorare gli indici prognostici di morbilità e mortalità secondarie alla malnutrizione, definita "malattia nella malattia" che spesso assume il ruolo di primo attore nel contesto della patologia che l’ha partorita.

23/10/2018, 10:48

awake surgery,neurochirurgia,neurochirurgia da svegli,



Awake-Surgery-la-Neurochirurgia-da-Svegli


 



Gli tolgono il tumore al cervello da sveglio intervento d’avanguardia a Neurochirurgia


Operato al cervello da sveglio super intervento in ospedale


Mentre l’equipe di Orazio Santonacito asportava tumore cerebrale dal cranio aperto i paziente, 58 anni, raccontava ai medici gli studi delle figlie e le sue partite a tennis 


Mentre il neurochirurgo, dopo aver aperto il cranio, asportava la lesione tumorale da un’area del cervello distante pochi millimetri dai centri di controllo del linguaggio, nel silenzio religioso della sala operatoria, il paziente, sveglio, sereno, sdraiato a pancia in giù, raccontava all’equipe quanto fosse orgoglioso del percorso universitario delle figlie e del suo sogno di poter tornare a giocare a tennis. Sembra la scena strappalacrime tratta da un film di fantascienza e invece è la cronaca di una mattinata dal blocco operatorio dell’ospedale di Livorno, dove per la prima volta è stata eseguita la awake surgery, ovvero la neurochirurgia da svegli, tecnica d’avanguardia che da alcuni anni viene offerta in una decina di strutture d’eccellenza in Italia. L’intervento ha avuto successo: l’asportazione del glioma è riuscita, il paziente, classe 1960, residente sul litorale pisano, è tornato ad abbracciare le figlie, le funzioni del linguaggio e del calcolo sono state preservate perfettamente. 
SALA OPERATORIA D’ECCELLENZA Per il reparto guidato da Orazio Santonocito è un altro passo nel Gotha della neurochirurgia italiana, ma il successo - come tiene a sottolineare il primario - è di tutto l’ospedale, perché determinante è stato l’approccio multidiscipli­nare che ormai caratterizza qualunque attività oncologica di viale Alfieri, plasticamente rappresentato dalla variegata composizione dell’equipe ec­cellente che ha partecipato all’intervento: due neurochi­rurghi, il primario Santonoci­to e uno dei suoi più stretti col­laboratori, Francesco Pieri, quattro anestesisti, il primario della rianimazione Paolo Ron­cucci, il responsabile del bloc­co operatorio Massimo Fre­diani, Riccardo Adami e Ma­ria Concetta Quartarone, il neurofisiologo Riccardo Risa­liti che ha seguito il monitorag­gio dell’attività elettrica cere­brale per rilevare in anticipo eventuali crisi epilettiche, la neuropsicologa Stefania Toc­chini, direttrice della neuro-psicologia clinica dell’Asl, che durante l’intervento ha intera­gito col paziente sveglio, e poi le strumentiste Antonella Cic­chitti e Chiara Maddaloni e gli infermieri Fabrizio Papini, Valde Rogai, David Pierotti e Monica Caponi. 
OBIETTIVO: SALVARE L’AREA-LINGUAGGIO La chirurgia a paziente sve­glio viene utilizzata per rimuo­vere i tumori localizzati vicino alle aree del linguaggio o ad al­tre aree critiche. «Lo scopo è ot­tenere la resezione massimale del tumore cercando di mini­mizzare i danni neurologici conseguenti alla manipolazio­ne di aree cerebrali critiche co­me quelle del linguaggio, del calcolo o del movimento - spie­ga Santonocito -. E ciò è possi­bile proprio attraverso un mo­nitoraggio intra-operatorio col paziente sveglio». 
PAZIENTE RISVEGLIATO A CRANIO APERTO Dopo l’apertura del cranio, il paziente viene risvegliato e gli viene chiesto di descrivere alcune immagini che passano su uno schermo posizionato davanti ai suoi occhi e di conta­re ad alta voce. Mentre lui par­la e conta, i neurochirurghi sti­molano elettricamente la cor­teccia cerebrale fino ad indivi­duare le aree del linguaggio e del calcolo. «C’è un momento in cui stimolando la corteccia il paziente cessa di parlare e di contare - spiega Santonocito Quando ciò avviene significa che abbiamo individuato la co­siddetta area dello speech arre­st. A quel punto procediamo al­la mappatura completa funzio­nale dell’area corticale espo­sta, che già avevamo matchato con le informazioni ricevute dalle risonanze magnetiche funzionali nelle fasi di diagno­si: tutti i dati vengono imma­gazzinati dal neuronavigatore e il chirurgo ha tutte le infor­mazioni per asportare in mo­do sicuro il tumore senza tocca­re le aree critiche, col paziente che resta sveglio. Dopo di che si procede alla sedazione e alla chiusura per strati del cranio».

di Giulio Corsi dal IL TIRRENO - Livorno - del 23 settembre 2018
20/04/2017, 12:25

colica renale ecografia idronefrosi





 LA COLICA RENALE E’ UNA SINDRONE DOLOROSA CHE IN GENERE SI APPALESA CON VIOLENTO E REPENTINO DOLORE LOMBARE CHE IL PIU’ DELLE VOLTE SI IRRADIA LUNGO IL DECORSO DELL’URETERE



LA COLICA RENALE E’ UNA SINDRONE DOLOROSA CHE IN GENERE SI APPALESA CON VIOLENTO E REPENTINO DOLORE LOMBARE CHE IL PIU’ DELLE VOLTE SI IRRADIA LUNGO IL DECORSO DELL’URETERE.

ESSA RAPPRESENTA CERTAMENTE L’URGENZA UROLOGICA PIU’ FREQUENTE.

GENERALMENTE IL QUADRO CLINICO SI RISOLVE SPONTANEAMENTE CON L’EVENTUALE ESPULSIONE DELLA CAUSA DELL’OSTRUZIONE ED IN GENERALE NELLA PRIMA SETTIMANA DALL’INSORGENZA DELLA SINTOMATOLOGIA IN OGGETTO.

NEGLI ALTRI CASI SI AGISCE CON UNA SORTA DI "MONITORAGGIO CLINICO" CHE TROVA NEL "FOLLOW-UP" ECOGRAFICO IL SUO MIGLIORE SUSSIDIO DIAGNOSTICO ONDE EVITARE L’INSTAURARSI DI EVENTUALE DILATAZIONE IDRONEFROTICA, CHE PUO’ CONDURRE A SOFFERENZA RENALE.

L’ECOGRAFIA RAPPRESENTA, PERTANTO, L’INDAGINE DI SCELTA PERCHE’ DI FACILE USO, NON UTILIZZA RADIAZIONI IONIZZANTI E’ RIPETIBILE ED E’ INOLTRE DOTATA DI BUONA SENSIBILITA’ DIAGNOSTICA.
 
CONSENTE DI VALUTARE L’EVENTUALE PRESENZA DI UROPATIA OSTRUTTIVA MA IN MODO "INDIRETTO" EVIDENZIANDO CIOE’ LA POSSIBILE DILATAZIONE DELLE VIE ESCRETRICI.
 
PER MOTIVI TECNICI LEGATI ALLA METODICA E’ INFATTI QUASI DEL TUTTO IMPOSSIBILE IDENTIFICARE CALCOLI INDOVATI NELL’URETERE LOMBARE, SACRALE E PELVICO.
 
LA METODICA ECOGRAFICA PUO’ ESSERE INOLTRE IMPLEMENTATA DALL’USO DEL DOPPLER VALUTANDO COSI’ L’IR (INDICE DI RESISTENZA) DEI VASI ARTERIOSI INTRAPARENCHIMALI CHE IN CASO DI OSTRUZIONE APPARE IN AUMENTO NUMERICO COME PURE E’ POSSIBILE ANALIZZARE L’ENTITA’ DEI "IET URETERALI" CHE PERMETTONO UNA VALUTAZIONE INDIRETTA DEL TRANSITO DELL’URINA IN VESCICA CHE, IN PRESENZA DI CONCREZIONI LITIASICHE, PUO’ ESSERE RIDOTTO.


IN CONCLUSIONE L’ECOGRAFIA RAPPRESENTA SENZ’ALTRO SUPPORTO INDISPENSABILE NEI CASI DI COLICA RENALE E SI AFFIANCA ORMAI SEMPRE ALLA VALUTAZIONE CLINICA SPECIE PER COGLIERE IN STADIO DEL TUTTO INIZIALE L’EVENTUALE INSORGENZA DI IDRONEFROSI.


1233
footer

facebook
twitter
Radeco srl
Via Gabriele D'Annunzio, 95128 Catania CT​
tel 095435565
mail info@radecosrl.it
P.I. 01100370871 
Radeco srl
Via Gabriele D'Annunzio 37 - 95128 Catania CT​
tel 095435565
mail info@radecosrl.it
P.I. 01100370871 

tutti i diritti riservati   © copyright  2016

Developed by
scritta-S-bianco