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23/10/2018, 10:48

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Awake-Surgery-la-Neurochirurgia-da-Svegli


 



Gli tolgono il tumore al cervello da sveglio intervento d’avanguardia a Neurochirurgia


Operato al cervello da sveglio super intervento in ospedale


Mentre l’equipe di Orazio Santonacito asportava tumore cerebrale dal cranio aperto i paziente, 58 anni, raccontava ai medici gli studi delle figlie e le sue partite a tennis 


Mentre il neurochirurgo, dopo aver aperto il cranio, asportava la lesione tumorale da un’area del cervello distante pochi millimetri dai centri di controllo del linguaggio, nel silenzio religioso della sala operatoria, il paziente, sveglio, sereno, sdraiato a pancia in giù, raccontava all’equipe quanto fosse orgoglioso del percorso universitario delle figlie e del suo sogno di poter tornare a giocare a tennis. Sembra la scena strappalacrime tratta da un film di fantascienza e invece è la cronaca di una mattinata dal blocco operatorio dell’ospedale di Livorno, dove per la prima volta è stata eseguita la awake surgery, ovvero la neurochirurgia da svegli, tecnica d’avanguardia che da alcuni anni viene offerta in una decina di strutture d’eccellenza in Italia. L’intervento ha avuto successo: l’asportazione del glioma è riuscita, il paziente, classe 1960, residente sul litorale pisano, è tornato ad abbracciare le figlie, le funzioni del linguaggio e del calcolo sono state preservate perfettamente. 
SALA OPERATORIA D’ECCELLENZA Per il reparto guidato da Orazio Santonocito è un altro passo nel Gotha della neurochirurgia italiana, ma il successo - come tiene a sottolineare il primario - è di tutto l’ospedale, perché determinante è stato l’approccio multidiscipli­nare che ormai caratterizza qualunque attività oncologica di viale Alfieri, plasticamente rappresentato dalla variegata composizione dell’equipe ec­cellente che ha partecipato all’intervento: due neurochi­rurghi, il primario Santonoci­to e uno dei suoi più stretti col­laboratori, Francesco Pieri, quattro anestesisti, il primario della rianimazione Paolo Ron­cucci, il responsabile del bloc­co operatorio Massimo Fre­diani, Riccardo Adami e Ma­ria Concetta Quartarone, il neurofisiologo Riccardo Risa­liti che ha seguito il monitorag­gio dell’attività elettrica cere­brale per rilevare in anticipo eventuali crisi epilettiche, la neuropsicologa Stefania Toc­chini, direttrice della neuro-psicologia clinica dell’Asl, che durante l’intervento ha intera­gito col paziente sveglio, e poi le strumentiste Antonella Cic­chitti e Chiara Maddaloni e gli infermieri Fabrizio Papini, Valde Rogai, David Pierotti e Monica Caponi. 
OBIETTIVO: SALVARE L’AREA-LINGUAGGIO La chirurgia a paziente sve­glio viene utilizzata per rimuo­vere i tumori localizzati vicino alle aree del linguaggio o ad al­tre aree critiche. «Lo scopo è ot­tenere la resezione massimale del tumore cercando di mini­mizzare i danni neurologici conseguenti alla manipolazio­ne di aree cerebrali critiche co­me quelle del linguaggio, del calcolo o del movimento - spie­ga Santonocito -. E ciò è possi­bile proprio attraverso un mo­nitoraggio intra-operatorio col paziente sveglio». 
PAZIENTE RISVEGLIATO A CRANIO APERTO Dopo l’apertura del cranio, il paziente viene risvegliato e gli viene chiesto di descrivere alcune immagini che passano su uno schermo posizionato davanti ai suoi occhi e di conta­re ad alta voce. Mentre lui par­la e conta, i neurochirurghi sti­molano elettricamente la cor­teccia cerebrale fino ad indivi­duare le aree del linguaggio e del calcolo. «C’è un momento in cui stimolando la corteccia il paziente cessa di parlare e di contare - spiega Santonocito Quando ciò avviene significa che abbiamo individuato la co­siddetta area dello speech arre­st. A quel punto procediamo al­la mappatura completa funzio­nale dell’area corticale espo­sta, che già avevamo matchato con le informazioni ricevute dalle risonanze magnetiche funzionali nelle fasi di diagno­si: tutti i dati vengono imma­gazzinati dal neuronavigatore e il chirurgo ha tutte le infor­mazioni per asportare in mo­do sicuro il tumore senza tocca­re le aree critiche, col paziente che resta sveglio. Dopo di che si procede alla sedazione e alla chiusura per strati del cranio».

di Giulio Corsi dal IL TIRRENO - Livorno - del 23 settembre 2018


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